Chiese ortodosse nella regione polacca e ucraina dei Carpazi: insoliti tesori in legno
La loro bellezza unica è una vera e propria gioia per gli occhi e per il cuore.
Le chiese ortodosse sono un ricordo dei tempi passati in cui le frontiere della Polonia si trovavano molto più ad Est rispetto ad ora, rendendo il paese territorio di confine di culture e religioni. Quelle più antiche risalgono addirittura al XV secolo; per la loro bellezza e particolarità sono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Si tratta di costruzioni ispirate all’architettura monumentale che, essendo sorte in un’area permeata dall’antica cultura bizantina presentano forme decisamente più barocche che gotiche. Le chiese ortodosse in legno sono circa 100 e costituiscono tutte insieme un sito transfrontaliero di interesse culturale e religioso composto da 16 edifici sacri, metà dei quali sono polacchi e metà ucraini. Le strutture polacche sono: la chiesa di San Giacomo il Minore di Powroźnik, le tre chiese di San Michele Arcangelo di Brunary Wyżne, Turzańsk e Smolnik, la chiesa della Protezione della Madre di Dio di Owczary, la chiesa della Santissima Madre di Dio di Chotyniec e le due chiese di Santa Parascheva di Kwiatoń e Raduż.
Queste splendide chiese sorgono spesso su zone collinari, circondate da vecchi alberi e recinti di legno con bellissimi cancelli. La maestria dei carpentieri si può apprezzare osservando gli ingegnosi incastri tra le varie travi strutturali e il modellamento raffinato dei tetti e delle strutture dei campanili. All’interno si possono ammirare anche alcuni affreschi, ma l’attenzione dei visitatori di solito cade inevitabilmente sulle icone: splendidi quadri dipinti su legno raffiguranti Gesù, La Madonna, le figure dei Santi e diverse scene bibliche.
Le icone sono sempre posizionate nello stesso ordine, dettato dalle rigide regole liturgiche.




